I VENERDI’ DI SAN GIOVANNI DI DIO – Angelo Nocent

San Giovanni di Dio - Ritratto

Quest’anno la memoria di San Giovanni di Dio cade di venerdì, un giorno che per lui era particolarmente importante, in memoria della passione e morte del Signore. Ma, proprio per questa ragione, egli lo riservava per frequentare i lupanari, ossia i luoghi della prostituzione e strappare alla malavita tante ragazze e donne che potevano sopravvivere solo vendendosi.

A differenza della Liturgia latina, quella Ambrosiana festeggia il santo patrono dei malati e degli operatori sanitari con le loro associazioni il 28 di novembre, con una pagina che è sempre commovente.

Emerge la figura di un grande carismatico, ripieno di Spirito Santo. Nel quadro, alle spalle, l’Arcangelo San Raffaele, una presenza costante, la “medicina di Dio”, mano provvidenziale quotidianamente presente e sollecita.

I tempi non sono cambiati.

  • Oggi abbiamo uno sterminato campo di concentamento di stranieri.

  • E di malati psichici.

  • E di migliaia di giovani a rischio suicidio.

Chissà cosa non riuiscirebbe a fare con la sua fantasia dellacarità.

Ma il testimonio è passato a noi. E fare del cuore una casa ospitale è richiesto ad ogni cristiano.

Vicino a lui, squattrinato al cubo, facciamo una pessima figura. Ma dobbiamo liberarci dal destino di curiosi spettatori ai margini della piazza.

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San Giovanni di Dio porta la croce

Egli è il fondatore di una catena di santità  “samaritana”. Lui instancabile  camminatore di Granada (el mendigo de Granada) è il primo anello di una catena di votati all’ hospitalitas,  una grande COMPAGNIA di uomini e donne che, di secolo in secolo, si rinnova e si rimodella sul suo esempio.

La sua memoria mi rimanda al Natale. E più precisamente alla scena dei pastori convocati alla grotta:

16Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia. 17Dopo averlo visto, fecero sapere ciò che avevano sentito di questo bambino. 18Tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono di quello che essi raccontavano. 19Maria, da parte sua, custodiva il ricordo di tutti questi fatti e li meditava dentro di sé. 20I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quel che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l’angelo aveva loro detto.” (Luca 2, 8ss)

C’era una volta… “8In quella stessa regione c’erano anche alcuni pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge”.

Giovanni di Dio  che per vivere ha fatto anche il pastore, è un “visionario” come quelli di Betlemme. E dopo di lui centinaia e centinaia di diascepoli, fino ai nostri giorni.

E’ successo anche ai nostri giorni….,  in regioni italiane e non solo, a delle persone che  badavano al loro gregge:  il lavoro, lo studio, il commercio, gli affari, gli interessi…

E furono raggiunte da un “annuncio” che destò sospetto, stupore, meraviglia ma anche diffidenza.

Davanti al divino che si rivela,  può sorgere uno stupore intuitivo e aperto, o addiritura un dubbio che si chiude nel rifiuto.

San Giovanni di Dio: la sua è una schiena a disposizione… A Ceuta faceva lo spacca pietre per mantenere una famiglia nobile caduta in  miseria.

Il messaggio che ne ricavo: diventare “SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO“. Suggestivo. Ma anche misterioso e, comunque, impegnativo.

Lo STUPORE è semplicemente una soglia.  Maria stupita dalle parole dell’angelo, osa varcarla, fare un’esperienza di fede, accetta  l’ “oltre“.

Anche i pastori l’hanno varcata, hanno accettato di andare da Gesù ed hanno anche testimoniato quanto hanno appreso. Ma questo è soltanto un inizio. Non bisognerebbe accontentarsi ma tanti si fermano qui.

Il secondo momento, quello determinante, consiste nell’entrare nell’ottica di Maria. Luca dei pastori non parla più nel suo vangelo; essi cedono il posto a una donna, la quale, non solo custodisce nel cuore i fatti e le parole di cui è stata spettatrice e protagonista, ma anche li media, nel tentativo di interpretarli e comprenderli.

La sporta di San Giovanni di Dio

La sporta delle elemosine

Cosa mi sta chiedendo Dio?

Attraverso il modello di fede che è Maria, ogni DISCEPOLO… è chiamata a oltrepassare la soglia dello stupore, ad entrare in intimità con il Verbo Incarnato, a maturare e a crescere, ad appropriarsi del Mistero che si è fatto vicino per grazia.

L’itinerario è sempre il medesimo:

  • ascolto della Parola di Dio,

  • ascolto delle parole di persone che si sono messe in scolto, in relazione, pronte a stupirsi della grandezza e della misericordia di Dio che si manifestano in ognuno.

  • Dopo l’ascolto, l’impegno.

  • Ma la Parola e le parole che parlano di Dio devono diventare un “parlare con Lui”, il solo modo per “dimorare” nel Mistero divino, con Cristo, nello Spirito, davanti al Padre.

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Dalle «Lettere» di san Giovanni di Dio: CRISTO E’ FEDELE E A TUTTO PROVVEDE

Se guardassimo alla misericordia di Dio, non cesseremo mai di fare il bene tutte le volte che se ne offre la possibilità. Infatti quando, per amor di Dio, passiamo ai poveri ciò che egli stesso ha dato a noi, ci promette il centuplo nella beatitudine eterna. O felice guadagno, o beato acquisto!

Chi non donerà a quest’ottimo mercante ciò che possiede, quando cura il nostro interesse e ci supplica a braccia aperte di convertirci a lui e di piangere i nostri peccati e di metterci al servizio della carità, prima verso di noi e poi verso il prossimo? Infatti come l’acqua estingue il fuoco, così la carità cancella il peccato (cfr. Sir 3, 29). Vengono qui tanti poveri, che io molto spesso mi meraviglio in che modo possano esser mentenuti. Ma Gesù Cristo provvede a tutto e tutti sfama.

Molti poveri vengono nella casa di Dio, perché la città di Granada é grande e freddissima, soprattutto ora che é inverno. Abitano ora in questa casa oltre centodieci persone: malati, sani, poveri, pellegrini. Dato che questa é la casa generale, accoglie malati di ogni genere e condizione: rattrappiti nelle membra, storpi lebbrosi, muti, dementi, paralitici, tignosi, stremati dalla vecchiaia, molti fanciulli e inoltre innumerevoli pellegrini e viandanti, che giungono qui e trovano fuoco, acqua, sale e recipienti in cui cuocere i cibi. Non esistono stanziamenti pecuniari per tutti costoro, ma Cristo provvede. Perciò lavoro con denaro altrui e sono prigioniero per onore di Gesù Cristo.

san giovanni di dio ilmendicante di granada

Sono così oppresso dai debiti, che spesso non oso uscire di casa a motivo dei creditori ai quali devo rispondere. D’altra parte vi sono tanti poveri fratelli, mio prossimo, provati oltre ogni possibilità umana, sia nell’anima che nel corpo, che io sento grandissima amarezza di non poter soccorrere. Confido tuttavia in Cristo che conosce il mio cuore. Perciò dico: Maledetto l’uomo che confida negli uomini e non confida in Cristo. Volente o nolente, gli uomini ti lasceranno. Cristo invece é fedele e immutabile. Cristo veramente provvede a tutto. A lui rendiamo sempre grazie. Amen.”


San Raffaele aiuta san Giovanni di DioIMG_3496-004Orazione:

Signore, che in san Giovanni di Dio hai fatto risplendere la tua misericordia verso i poveri e i malati, concedi anche a noi di esprimere con le opere la stessa carità, per essere accolti fra gli eletti nel tuo regno.

Per il nostro Signore.

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